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Fg. intere, ovate (3-5 x 5-7 cm), glabre e lucide di sopra, cenerino-tomentose (peli stellati!) di sotto, con picciuolo di 3-8 mm. Fi. profumati in racemi 4-5flori; calice campanulato (4 mm), tronco; corolla candida con tubo breve (3 mm) e 5-7 lacinie acute di 4-5 X 10-13 mm; stami 12-16, alla base formanti una sorta di tubo.NE-Medit.Laz. pr. Tivoli: C; segnalata ancora sui Colli Albani ed in Camp. a Mondragone.Nota - Uno dei più interessanti problemi fitogeografici della flora romana. Presso Tivoli e sui vicini M. Cornicolani e Lucretili è specie comune e ben inserita nella vegetazione naturale. Antiche segnalazioni si hanno ancora per Rocca di Papa, Tuscolo e Grottaferrata; più fantomatica una indicazione per «Mondragone»: seguendo N. Terracciano si tratta della piccola località all'estremo NW della Campania dove {t2771} è stato osservato ripetutamente nel secolo scorso, invece L. Vaccari (Fl. Ital. Exs. n. 934) la identifica con la Villa Mondragone pr. Frascati, negando che lo Storace vi cresca (però il Montelucci nel 1970 l'ha osservato abbondante nella Villa e nei dintorni!). Pr. Bologna invece, sfuggito ai giardini, lo Storace è presto scomparso. Trattandosi di specie della Balcania ed Egeo, si è spesso supposto che essa sia stata introdotta per ornamento in epoca romana e spontaneizzata. Montelucci la interpreta invece come un relitto dell'interglaciale Riss-Wurm (cfr. {t1573} Cercis siliquastrum L. età).Bibl.: Montelucci G., N. Giorn. Bot. Ital. 53: 230-268 (1947).
Lazio
Campania
⏉ Cespuglio
2771
L.
Storace
6411001
P caesp
1-4 mm
Macchie, leccete.
da 0 a 600 m
da Aprile a Maggio