💾 Archived View for caiofior.pollux.casa › florae › 00 › 74 › 54.gmi captured on 2024-05-10 at 13:37:45. Gemini links have been rewritten to link to archived content
⬅️ Previous capture (2023-01-29)
-=-=-=-=-=-=-
Questo genere ha il suo centro nella regione himalayana ed, in Europa, sulla catena alpina: in Italia esso è ampiam. rappresentato (circa ⅔ delle sp. europee). La grande bellezza di queste piante ne ha stimolato lo studio fin dal secolo scorso ed ha portato alla descrizione di un gran numero di specie, distinte per caratteri di scarsa evidenza, però in generale con limiti geografici molto ben definiti. In alcuni casi si tratta di specie vicarianti probabilm. monofiletiche, differenziate per segregazione geografica in conseguenza delle glaciazioni (es.: {t2661}, {t2662},{t2663} e l'affine P. clusiana Tausch, che non fa parte della nostra flora); è verosimile che, in piante meno appariscenti, questa variabilità non sarebbe stata osservata, ed il numero delle specie descritte sarebbe stato ben minore: tuttavia, il concetto di specie adottato per questo genere, benché assai ristretto, deve considerarsi del tutto naturale. Quasi tutte le specie presentano eterostilia: il fenomeno è particolarm. evidente in {t2655}-{t2657} le quali presentano individui longistili con antere inserite a metà del tubo corollino e stilo allungato, sporgente oltre questo, e brevistili con antere inserite all'apice del tubo corollino e stilo lungo appena la metà di questo. Nelle popolazioni naturali individui dei due tipi crescono mescolati ed in numero circa eguale. Tutte le specie italiane sono erbe con fg. riunite in rosetta, scapo afillo indiviso ed inflor. ad ombrella; solo {t2661} e {t2668} accennano, per un maggior sviluppo dello scapo, ad un prototipo suffruticoso probabilm. terziario, dal quale le Primule attuali potrebbero esser derivate. Le ombrelle sono ± ampie e multiflore o anche contratte e capituliformi oppure per riduzione lo scapo è unifloro. Solo {t2655} ha aspetto differente, per i fi. inseriti direttam. al centro della rosetta, il che può venire interpretato come una estrema riduzione ed annullamento dello scapo (però eccezionalm. si osservano individui caulescenti).
Per un approfondimento si rimanda all'eccellente trattazione di Ludi in Hegi, Ill. Fl. Mitteleur.V,3: 1733-1789(1927).
Bibl.: Bruun H. G., Symb. Bot. Upps. (1932); Pax F., Pflanzenreich voi. 22 (1905); Smith W. W. and Fletcher H. R., Trans. Bot. Soc. Edinb. 33-35 (1941-1949) e Trans. Roy. Soc. Edinb. 60-61 (1942-1948); per 2655 e 2657 cfr. ancora Schwarz O., Wiss. Zeitschr. Univ. Jena 17: 307-328 (1968) e Valentine D. H., New Phytol. 46: 229-253 (1947) e 47: 111-130 (1948).
DETERMINAZIONE: per la corretta interpretazione delle specie è essenziale un attento studio dei peli che, data la brevità di questi (0.2-0.3 mm, in {t2663} appena 0.025 mm) va fatto con una buona lente (15-20 ingrandimenti) oppure al binoculare. Si indicano come glabre le fg. prive di peli ghiandolari oppure con peli isolati distanti l'uno dall'altro molto più della lunghezza di un pelo singolo; fg. peloso-ghìandolose possiedono peli ghiandolari (talora brevissimi e non distinguibili ad occhio nudo) fittam. assiepati, inseriti l'uno accanto all'altro (distanza fra due peli vicini minore della lunghezza degli stessi).
Non si dia troppa importanza ai criteri quantitativi (lunghezza) delle fg., brattee, peduncoli e calice, perché questi organi frequentem. si allungano dopo l'antesi: le misure da noi fornite sono quelle normali alla fioritura, alla fruttificazione esse possono risultare anche raddoppiate.
{t2655}-{t2657} in coll. con D. Lausi (Trieste).IBRIDILe specie di Primula, quando crescono assieme, producono spesso ibridi, facilm. riconoscibili per aspetto intermedio tra le due specie parenti. Le sp. {t2655}-{t2657} si ibridano frequentem. tra loro (cfr. la nota a {t2657}) e così pure le sp. {t2660}-{t2676}; invece tra i due gruppi non esistono combinazioni ibride. Gli ibridi che si osservano con maggiore frequenza sono:P. auricula X hirsuta ( = P. pubescens Jacq.).P. glaucescens X spectabilis ( = P. camelli Porta).P. glutinosa X minima (= P. floerkeana Schrader; P. salisburgensis Floerke).P. hirsuta X minima ( = P. steinii Obrist).P. minima X spectabilis ( = P. facchinii Schott).
L.
Primula
../../images/taxa/00/64/04.png
../../images/taxa/00/64/09.png
../../images/taxa/00/64/10.png
../../images/taxa/00/64/11.png
| 1 Corolla gialla
| 2 Fg. rugose (perché i nervi principali sono infossati nel parenchima) e pelose, con prefogl. revoluta - Prefogl. revoluta: le fg. giovanili arrotolate a tubo in modo da presentare la pag. sup. verso l'esterno; prefogl. involuta: le fg. giovanili ripiegate in modo da presentare la pag. inf. verso l'esterno.); calice angoloso
| 3 Fg. glabre di sopra, progressivam. ristrette alla base; fi. inseriti direttane al centro della rosetta, senza scapo comune (rarissimam. scapo ben sviluppato)
| 3 Fg. pubescenti di sopra, con lamina bruscam. ristretta alla base; fi. in ombrella all'apice di uno scapo elevato
| 4 Calice con tubo ben più largo del tubo corallino e della capsula e denti circa tanto lunghi che larghi
| 4 Calice appressato al tubo corallino ed alla capsula, e con denti 2-3 volte più lunghi che larghi
| 2 Fg. liscie, pelose o glabre, con prefogl. involuta; calice tubuloso
| 5 Brattee intere, 1-4 mm
| 5 Brattee dentellate, 10-25 mm
| 1 Corolla rossa, violacea o lillacina, raram. roseo-sbiadita
| 6 Fg. bianco-farinose di sotto; prefogl. revoluta (Prefogl. revoluta: le fg. giovanili arrotolate a tubo in modo da presentare la pag. sup. verso l'esterno; prefogl. involuta: le fg. giovanili ripiegate in modo da presentare la pag. inf. verso l'esterno.)
| 7 Corolla con tubo lungo quanto il calice
| 7 Corolla con tubo lungo 2-3 volte il calice
| 6 Fg. verdi o solo parzialm. farinose; prefogl. involuta
| 8 Fg. con apice troncato, acutam. dentato e lati senza denti
| 8 Fg. con apice acuto o arrotondato; dentellatura poco diversa su apice e lati, oppure assente
| 9 Fi. in ombrelle ampie, con peduncoli più lunghi delle brattee
| 10 Fg. glabre (Cfr. Determinazione all'inizio del genere.)
| 11 Fg. acute (almeno le maggiori), di sopra con ghiandole puntiformi; f. portante le fg. morte degli anni precedenti; brattee lineari
| 11 Fg. arrotondate all'apice, senza ghiandole puntiformi; f. senza fg. morte; brattee ovate
| 10 Fg. peloso-ghiandolose sul margine
| 12 Fg. farinose sul bordo
| 12 Fg. non farinose
| 13 Peli ghiandolari rosso-scuri o nerastri sulla cappocchia
| 14 Calice con denti acuti, lunghi quanto il tubo; peli ghiandolari formanti un feltro spesso 0.3-0.4 mm
| 14 Calice con denti ottusi lunghi ⅓-¾ del tubo; feltro di 0.15-0.20 mm
| 15 Fg. maggiori di 20 X 60 mm
| 15 Fg. maggiori di 8-10 X 20-40 mm
| 13 Peli ghiandolari chiari o incolori sulla cappocchia (Raram. in 2672 si osservano singoli peli scuri fra molti chiari; su materiale d'erbario fare attenzione a non confondere rami conidiofori di muffe con peli ghiandolari; cfr. anche Osserv. a 2672.)
| 16 Scapo alla fior, lungo al max. quanto le fg.; fi. diretti in ogni senso
| 17 Calice campanulato con denti ottusi e ± patenti; tubo corallino lungo 3-4 volte tanto
| 17 Calice cilindrico con denti allungati, eretti; tubo corallino lungo circa 2 volte tanto
| 16 Scapo alla fior, lungo fino al doppio delle fg. e più; inflor. ± laterale
| 9 Fi. in ombrelle dense, capituliformi; peduncoli < brattee
| 18 Fg. acute, con margine intero
| 19 Fg. glabre (Cfr. Determinazione all'inizio del genere) con margine cartilagineo; calice con denti acuti lunghi quanto il tubo
| 19 Fg. peloso-ghiandolose sul margine; calice con denti arrotondati, lunghi ½-¾ del tubo
| 20 Fg. con margine cartilagineo e peli brevissimi (0.025 mm)
| 20 Fg. senza margine cartilagineo; peli 0.2-1.0 mm
| 18 Fg. arrotondate all'apice, generalm. dentate
| 21 Fg. glabre2 più brevi degli scapi
| 21 Fg. peloso-ghiandolose, eguali o più lunghe degli scapi
| 22 Calice a denti arrotondati, semicircolari; scapo 5-20 mm
| 22 Calice a denti ovali-allungati; scapo 2-8 mm